| Si è spento lo scrittore Giuseppe Bonura. Erri de Luca lo ricorda su L'Avvenire |
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| martedì 15 luglio 2008 | |
Si è spento lunedì 14 luglio a Milano Giuseppe Bonura, uno dei maggiori scrittori italiani degli ultimi decenni. Bonura era nato a Fano nelle Marche il 25 dicembre 1933, ma viveva a Milano da alcuni decenni. Giornalista professionista aveva lavorato per molti anni ad Avvenire come critico letterario e anche in questa veste Erri De Luca lo ricorda sulle colonne del quotidiano dei vescovi.
La morte di Bonura, scrive De Luca, «è una perdita secca in termini di onestà: il nostro Paese ha un po' di deficit di onesti, e senza di lui il deficit si aggrava. Bonura non guardava in faccia a nessuna casa editrice e a nessuno scrittore: rispondeva solo della sua lettura del singolo libro. Non faceva sconti nemmeno se lo scrittore era celebre e aveva fatto dei buoni libri, ma quello che stava recensendo in quel momento non era buono. non faceva sconti né a lui né agli editori. Dunque, per me quello che scriveva lui era la Cassazione: se scriveva che un libro era buono, lo si poteva leggere; se scriveva che un libro non era buono, ci si poteva risparmiare tranquillamente l'acquisto». Tra i suoi romanzi più celebri Il rapporto, La pista del Minotauro, La doppia indagine e I custodi del silenzio (Rizzoli), L'adescator e La vita astratta (Mondadori). E inoltre Il segreto di Alias, La ragazza dalla luna storta, Per partito preso ( finalista al premio Strega 1978), Le notti del cardinale, La congiura di Maralto, I barboni della regina e Il prato delle voci di marmo (Aragno). Tra i racconti: I satiri virtuosi e La castità dell'ospite (Rizzoli, premio Buzzati). Per la saggistica Il gioco del romanz (Giunti) e Invito alla lettura di Italo Calvino (Mursia). [fonte Adnkronos] |



Si è spento lunedì 14 luglio a Milano Giuseppe Bonura, uno dei maggiori scrittori italiani degli ultimi decenni. Bonura era nato a Fano nelle Marche il 25 dicembre 1933, ma viveva a Milano da alcuni decenni. Giornalista professionista aveva lavorato per molti anni ad Avvenire come critico letterario e anche in questa veste Erri De Luca lo ricorda sulle colonne del quotidiano dei vescovi.




