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Tosatti e lo sport nel libro postumo |
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domenica 31 agosto 2008 |
«Il ministro Pisanu ha ragione: è intollerabile quanto accade negli stadi, criminoso il comportamento di chi approfitta del calcio per aggredire le forze dell'ordine, viste come un potere da abbattere, con cui fare pratica di rivolta urbana, contro cui guadagnarsi la promozione a 'durì in una sorta di iniziazione alla violenza ribellistica». Il giornalista sportivo Giorgio Tosatti, scomparso nel febbraio 2007, nel suo libro Se questo è sport (uscito postumo nel 2008)
nel capitolo "Le leggi antiviolenza e il massacro della domenica" parla della violenza negli stadi e delle leggi che si dovrebbero applicare, descrivendo ed in parte anticipando i temi che sono tornati tristemente d'attualità dopo i disordini di ieri dei tifosi napoletani alle stazioni ferroviarie di Roma e Napoli. «Perché questo accade in Italia...lo dimostrano la tipologia degli scontri, raramente legati ad episodi calcistici come in passato: ora si assaltano polizia e carabinieri prima e dopo la partita, sovente lontano dallo stadio, nelle stazioni, nelle autostrade, dovunque si possa sfogare un odio, una voglia di distruzione con cui si convive». Secondo Tosatti «Pisanu ha ragione, la sua minaccia di chiudere gli stadi è un ultimatum da cogliere come una liberazione. Perché qualcuno dovrà pur fare qualcosa per mettere fine a una situazione senza paragoni in Europa... Però Pisanu deve chiamare in causa anche i suoi colleghi parlamentari per aver annacquato in modo irrimediabile quella legge antiviolenza per cui ci siamo - in pochi - battuti per anni». Nel libro Tosatti bacchetta le forze politiche, la magistratura, i giornali e i presidenti dei club. «Tutte le forze politiche devono spendersi anche per far capire alla magistratura quanto sia devastante assolvere troppo spesso o punire assai blandamente i teppisti da stadio». Infine sui dirigenti aggiunge: «i primi a seminare odio, sospetti, sono proprio i presidenti di club».
[fonte Adnkronos] |