| Pansa il bastiancontrario lascia l'Espresso |
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| giovedì 02 ottobre 2008 | |
«Niente oro su oro, io giro ancora in Panda». Per i suoi 73 anni Giampaolo Pansa lascia l'Espresso e passa al Riformista. Il giornalista, che ha lavorato a La Stampa, Il Giorno, Il Messaggero e il Corriere della Sera, entra così a far parte della "scuderia" di Antonio Polito, il direttore che si prepara così ad un nuovo prodotto editoriale, con foliazione e numero di pagine aumentati.
«Adesso cambio perché voglio restare un bastiancontrario - continua Pansa - Quando fui nominato caporedattore al Messaggero non sapevo disegnare un menabò e meno male che c’era il vecchio Terracina che senza dir nulla mi ridisegnava le pagine. Ma la decisione più drammatica fu alla Repubblica con Scalfari, quando dicemmo no alla moglie di un sequestrato dalle Br che ci implorava di pubblicare i comunicati brigatisti. Solo dopo trent’anni capisci che è giusto. Se avessimo pubblicato i testi dei brigatisti, lo Stato chiudeva». Pansa, nato a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, il primo ottobre 1935, lascia il gruppo Espresso, dove era entrato nel 1977, dopo 31 anni. Ha realizzato reportage storici, come quello sulla tragedia del Vajont. |



«Niente oro su oro, io giro ancora in Panda». Per i suoi 73 anni Giampaolo Pansa lascia l'Espresso e passa al Riformista. Il giornalista, che ha lavorato a La Stampa, Il Giorno, Il Messaggero e il Corriere della Sera, entra così a far parte della "scuderia" di Antonio Polito, il direttore che si prepara così ad un nuovo prodotto editoriale, con foliazione e numero di pagine aumentati.




