Il giornalista modello PDF Stampa E-mail
mercoledì 01 ottobre 2008
ImageLa categoria è bocciata, i singoli invece si salvano. Dall’indagine commissionata dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia ad Astra Ricerche, dal titolo "L’immagine sociale dei giornalisti e le aspettative degli italiani", emerge che l’83 per cento delle persone intervistate ha un professionista di riferimento o ha citato un’eccezione che incarna il modello di giornalista: serio e competente, veritiero e credibile, preparato, chiaro, che sa coinvolgere il lettore, pacato, rispettoso degli altri, simpatico, che va sul campo e racconta la realtà, indipendente e incorruttibile, utile e in alcuni casi “maestro di vita”.
Ci sono però anche grossi difetti che minano la bella immagine di giornalisti: sono bugiardi (per il 68%), incompetenti (per il 60%), esagerati nel gonfiare le notizie (per il 59%), non indipendenti (per il 52%), schierati politicamente (per il 48%), corrotti e mercenari (per il 40%), narcisisti (per il 30%) e poco comprensibili (è l’opinione del 30%).
La valutazione del professionista nel complesso è pessima per il 32 per cento degli interpellati, cattiva per il 23 per cento, sufficiente per il 10 per cento, buona per il 20 per cento e ottima per il 15 per cento.
L’utilità del giornalismo in generale è considerata nulla dal 12 per cento degli italiani interpellati, scarsa dal 15 per cento, media dal 19 per cento, alta dal 16 per cento, altissima dal 38 per cento. In sintesi, se la categoria è poco apprezzata, è anche forte la domanda di un giornalismo competente, appassionato e utile. La cattiva reputazione dei professionisti e il disinteresse da parte del pubblico per le loro questioni sindacali sono mitigati dalla richiesta di un’informazione credibile e che pensi prima di tutto agli interessi di chi legge.
 

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